Posted by: emanuelpeter | Ottobre 17, 2007

Web 2.0 Address Book, dal social network al real network

Il Web 2.0 Address Book è - per usare le parole di Wired.com - una tecnologia che sa dove sei e cosa stai facendo.

Se ne parla nel Web 2.0 Summit, la conferenza annuale di servizi web che è in corso a San Francisco questa settimana

Il Web 2.0 Address Book sarebbe una lista di contatti unificata che ti collega a tutti i social networks a cui appartieni. Dovrebbe collegare computers e dispositivi e sapere dove ti trovi in ogni momento.

Se il Web 2.0 Address Book esistesse per contattare qualcuno sarebbe sufficiente, anzichè fare una telefonata o inviare una mail, cercare nella propria lista contatti e cliccare sul nome della persona da contattare.

A questo punto la comunicazione dovrebbe raggiungere l’utente desiderato attraverso lo strumento migliore. Se è in giro, gli arriva una chiamata sul suo iPhone. Se è alla scrivania riceve una mail. Se sta dormendo riceve un messaggio vocale.

Questo è il Web 2.0 Address Book secondo il fondatore di O’Reilly Media, esperto di Web 2.0, Tim O’Reilly.

Si tratta non soltanto di collegare i vari social network ma anche di far funzionare come in un social network le applicazione dei nostri real social network : il nostro Instant Messenger, la nostra e-mail, il nostro telefono.

Posted by: emanuelpeter | Ottobre 10, 2007

IM, incrementare le vendite con il commesso online

L’instant messaging può rappresensentare uno strumento efficace per aumentare le vendite online.

Proprio come un commesso virtuale, attraverso una live chat integrata in un sito di e-commerce, un operatore può entrare in contatto con un visitatore per essergli di aiuto nel completare i suoi acquisti.

Diventa fondamentale scegliere il visitatore giusto, quello realmente interessato ai prodotti in vendita, e trovare il modo più gradevole per entrare in contatto con lui senza disturbarlo ma al contrario cercando di risultare realmente utili.

La Live Chat può essere un ottimo strumento per costruire un rapporto di fiducia con il consumatore, per rassicurarlo e aiutarlo nel processo di acquisto. A questo scopo vanno evitate formule fredde e generiche come un “Posso aiutarla” mentre qualcosa come “Ciao , sono Valerio, scusa se ti disturbo… volevo solo assicurarmi che fosse tutto OK…” può essere adatto.

Utile anche cercare di conoscere meglio le esigenze del potenziale cliente con frasi del tipo: “Potresti darmi qualche informazione in più su quello che ti serve?”.

Cortesia e informalità sembrano essere gli ingredienti vincenti per instaurare un rapporto positivo con i visitatori e rassicurarli nel difficile momento dell’acquisto online.

Posted by: emanuelpeter | Ottobre 9, 2007

Pixel solidali

CBM Italia OnlusCBM Italia Onlus promuove una singolare iniziativa il cui scopo è “far riconoscere la vista come un diritto umano fondamentale”. I visitatori del sito dell’iniziativa sono invitati a scegliere un pixel e “firmarlo”.

Il pixel scelto e “firmato” (quello per il quale il visitatore decide di lasciare nome, cognome e indirizzo e-mail) diventa visibile, l’immagine sottostante diventa sempre più completa con l’aumentare delle sottoscrizioni ricevute.

Un’iniziativa coinvolgente che dà il senso della partecipazione e dell’unione per uno scopo comune. Insieme possiamo fare molto, il sito creato da CBM Italia Onlus ce lo ricorda con grande semplicità ed efficacia.

Posted by: emanuelpeter | Ottobre 8, 2007

Manie di protagonismo sul web

A tre anni di distanza dallo sviluppo della fiction interattiva “DIVENTA PROTAGONISTA!” torna un’iniziativa che promette di trasformare gli utenti di internet in protagonisti.

L’iniziativa si chiama “Mettici la faccia” e consente di visualizzare le facce di chi vi partecipa all’interno di appositi banner.

Tutte le informazioni sono sul sito NinjaMarketing.it

Posted by: emanuelpeter | Ottobre 7, 2007

Googlonimia

E’ bello sapere di esistere anche su Google. Un po’ meno bello venire a sapere da Google che non esisti più da un pezzo e averne le prove…

emanuel peter riposa in pace

Un caso di googlonimia di cui giustamente parla anche Repubblica.

Sono soddisfazioni!

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